Petizione

All’attenzione del Sindaco di Pisa, dott. Marco Filippeschi
All’attenzione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa
All’attenzione della Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana
All’attenzione degli studiosi e degli utenti della Biblioteca Universitaria di Pisa
All’attenzione della comunità tutta di Pisa

Come è noto, con provvedimento dello scorso 29 maggio, il palazzo della Sapienza, sito in via Curtatone e Montanara 15 a Pisa, è stato chiuso al pubblico; con esso sono state chiuse anche la Facoltà di Giurisprudenza, ospitata in tale sede, e la Biblioteca Universitaria, sita al primo piano dell’edificio.

Le ragioni di tale chiusura sono senz’altro serie (gravi rischi alla statica dell’edificio), e non c’è ragione per mettere in discussione un tale provvedimento. Tenendo conto che il problema era noto da tempo e che la Direzione della Biblioteca ha più volte sollecitato l’attenzione della comunità di Pisa e degli uffici competenti su questo fronte, occorrerebbe forse discutere della scarsa lungimiranza che ha portato a un evento come questo, in virtù anche di alcune notizie contrastanti che si apprendono dai giornali e dagli altri mezzi di comunicazione, che non gettano buona luce sulla condotta di altri ospiti del palazzo della Sapienza.

Quel che importa è che questa chiusura coatta del palazzo della Sapienza comporterà una serie di disagi assai rilevanti per l’intera comunità di persone che afferivano a questo edificio. Se la chiusura del polo di giurisprudenza ha in qualche modo trovato una serie di soluzioni alternative, non pare che lo stesso possa dirsi per la Biblioteca Universitaria. L’ingente quantità di documenti conservati presso la Biblioteca richiede di considerare il problema con cautela e insieme con accortezza, in ragione della straordinaria qualità dei materiali che essa conserva, tale da renderla uno dei poli bibliografici più rinomati dell’intera Toscana.

Come è noto, la Biblioteca conserva materiali di enorme pregio: sono noti a tutta la comunità degli studiosi i pregevolissimi manoscritti del fondo Rossellini e quelli provenienti dall’Hortus pisanus. Numerosi sono gli incunaboli e numerossisime sono le edizioni cinquecentesche, alcune delle quali in esemplare unico o con note di possesso illustri (Benedetto Varchi, Scipione Ammirato, Anton Maria Salvini, etc.). Molti di questi volumi provengono dalla raccolta Palatina di Firenze, trasferiti a Pisa nel 1771, e con volumi che erano già parte della collezione Medicea Palatina e Lotaringia Palatina di Firenze. Di enorme interesse sono i libri provenienti dalle raccolte di Anton Francesco Gori, di Angelo Fabroni, di Alessandro D’Ancona, della famiglia Orsini Baroni. La straordinaria preziosità di tutti questi documenti è nota a livello mondiale, come mostra l’interesse da parte di studiosi di tutto il mondo verso i volumi della Biblioteca Universitaria. Enorme è la raccolta di pubblicazioni periodiche, sette- otto- e novecentesche, molte delle quali di difficile reperibilità; ed è quasi nutile ricordare come la Biblioteca, in ragione dell’obbligo del deposito librario delle opere stampate nella provincia di Pisa, raccolga anche numerosissimi periodici correnti, difficilmente reperibili in altra sede.

In attesa di una soluzione adeguata, con la chiusura della Biblioteca tutti questi materiali saranno inaccessibili al pubblico, con il rischio di bloccare buona parte della ricerca universitaria di ambito pisano. A questo, si aggiunge poi un altro rischio, tutt’altro che remoto: che cioè questo inestimabile patrimonio della Biblioteca Universitaria venga non solo dismesso ma anche, in ragione delle opportune e anzi necessarie misure di cura da effettuare sui volumi, lasciato nei prossimi mesi in condizioni non adeguate, almeno fino a quando non si troverà una qualche soluzione. Per limitarsi a ricordare solo alcuni dei grossi problemi di cui soffrono i volumi antichi e moderni, una eccessiva umidità o una mancata prevenzione da tarli o muffe danneggerebbero questi materiali in modo irreversibile, con enorme perdita non solo per gli utenti, ma anche per la città tutta e per il mondo della ricerca universitaria italiana e straniera.

Con la presente petizione, che si unisce alle richieste già formulate dai dipendenti della Biblioteca negli scorsi giorni, si auspica una ponderata presa di posizione da parte degli enti competenti. In particolar modo, sembra lecito:

– auspicare che si possa garantire a questo straordinario patrimonio una sede che – per quanto temporanea – possa essere adeguata, capace di accogliere nel migliore dei modi possibili i documenti che la Biblioteca conserva;
– auspicare che, in virtù dell’accentuato legame di essi con la città di Pisa, i fondi della Biblioteca possano rimanere vicini alla realtà alla quale per lungo tempo è stata ed è ancora legata;
– auspicare che il personale della Biblioteca possa essere fattivamente partecipe alle scelte che riguarderanno la destinazione futura dei materiali librari e la relativa conservazione di essi;
– auspicare che, se non in maniera integrale, almeno una parte significativa dei volumi e dei manoscritti conservati dalla Biblioteca possa essere reso fruibile alla comunità degli studiosi e alla comunità tutta di Pisa entro tempi ragionevolmente brevi e in forma adeguata al valore testimoniale di essi;
– auspicare che una maggiore sensibilità su questo fronte possa venire da parte dell’intera comunità di Pisa, oltre che da parte delle realtà amministrative della città di Pisa e dalla comunità universitaria tutta;
– auspicare che, nel fronteggiare questa realtà di emergenza, possa essere meno scontato pensare a un maggiore interesse da parte delle realtà istituzionali coinvolte verso il prezioso materiale conservato dalla Biblioteca Universitaria.

Nella speranza che queste parole possano trovare un pubblico sensibile, è gradito inviare i più cordiali saluti.

 

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Una risposta a “Petizione

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